Conoscere gli alimenti da evitare dopo aver messo le faccette dentali è una delle prime cose che i pazienti chiedono appena guardano allo specchio il loro nuovo sorriso. È una domanda più che legittima: dopo un trattamento estetico curato nei dettagli, nessuno vuole rovinarlo con un morso sbagliato. Presso lo Studio Odontoiatrico Bandettini, a Pisa, rispondiamo sempre con un messaggio rassicurante: mangiare con le faccette è possibile e, nella maggior parte dei casi, non richiede grandi rinunce. Bastano alcune attenzioni e qualche abitudine nuova.
Chi sceglie le faccette dentali a Pisa presso lo Studio Odontoiatrico Bandettini riceve, al termine del trattamento, indicazioni precise su come comportarsi a tavola. In questo articolo le raccogliamo in modo ordinato. Vediamo quali alimenti possono scheggiare o staccare una faccetta, quali rischiano di macchiarla, perché zuccheri e acidi contano anche con le faccette, quali gesti sono da evitare e come prendersene cura ogni giorno. L’obiettivo è aiutarvi a godervi il nuovo sorriso senza preoccupazioni.

Perché bisogna fare attenzione a come mangiare con le faccette?
Le faccette dentali sono sottili lamine in ceramica o in composito, applicate sulla superficie anteriore dei denti per migliorarne colore, forma o proporzioni. Vengono fissate al dente con un sistema adesivo, che crea un legame stabile tra la faccetta e lo smalto.
Una volta applicate, si comportano in gran parte come denti naturali: si mastica, si parla e si sorride normalmente. Perché allora serve attenzione nel mangiare con le faccette? Le ragioni principali sono tre.
La prima riguarda la resistenza agli urti concentrati. La ceramica è un materiale duro e resistente all’usura, ma, come il vetro di un bicchiere, sopporta bene le forze distribuite e meno quelle improvvise e puntiformi. Un morso deciso su un nocciolo di oliva o su un cubetto di ghiaccio può provocare una scheggiatura. Il composito è più elastico, ma si consuma e si scheggia più facilmente nel tempo.
La seconda riguarda il legame adesivo. Le forze che tirano la faccetta in avanti o di lato, ad esempio quando si addenta con gli incisivi qualcosa di duro e lo si strappa, sollecitano proprio la zona di adesione. Ripetute nel tempo, queste sollecitazioni possono contribuire al distacco.
La terza riguarda il dente che sta sotto. La faccetta copre la parte anteriore del dente, ma il dente resta vivo, con i suoi margini, le sue superfici laterali e la gengiva intorno. Zuccheri e acidi possono favorire carie proprio lungo i bordi della faccetta, dove dente e restauro si incontrano.
Facciamo un esempio. Due persone hanno faccette identiche. La prima taglia la mela a fette e mastica la frutta secca con i denti posteriori. La seconda morde la mela intera, schiaccia le noci con gli incisivi e apre le confezioni con i denti. Dopo qualche anno, è molto probabile che le faccette della prima siano in condizioni migliori.
Per questo mangiare con le faccette non significa rinunciare al gusto, ma imparare a masticare in modo un po’ più consapevole.
Come mangiare con le faccette nei primi giorni dopo l’applicazione?
I primi giorni dopo la cementazione sono un periodo di adattamento, sia per i denti sia per la persona. È normale avvertire qualche sensazione nuova, ed è utile sapere come comportarsi.
Subito dopo l’applicazione alcuni pazienti notano:
- una lieve sensibilità al caldo e al freddo, soprattutto se i denti sono stati preparati;
- una sensazione di «spessore» diverso sui denti anteriori, a cui lingua e labbra si abituano in pochi giorni;
- una leggera irritazione delle gengive lungo i bordi delle faccette.
Nei primi giorni conviene seguire alcune regole semplici:
- preferire cibi morbidi o tagliati a pezzi piccoli, come pasta, riso, verdure cotte, pesce, carne tenera, formaggi freschi;
- evitare cibi molto caldi o molto freddi se si avverte sensibilità;
- masticare con calma, usando soprattutto i denti posteriori;
- limitare per qualche giorno bevande e alimenti molto pigmentati, come caffè, tè e vino rosso, finché i tessuti intorno alle faccette si sono stabilizzati.
Un discorso particolare riguarda le faccette provvisorie. In alcuni percorsi, tra la preparazione dei denti e l’applicazione delle faccette definitive, il paziente porta per un periodo dei provvisori. Sono molto più fragili delle faccette definitive, e mangiare con le faccette provvisorie richiede ancora più prudenza: niente cibi duri, appiccicosi o da addentare con forza.
Durante questa fase è importante anche osservare il morso. Se chiudendo la bocca si avverte che un dente con la faccetta tocca prima degli altri, o se masticando si sente un contatto strano, va segnalato allo studio. Un piccolo ritocco del contatto tra i denti, eseguito dal dentista, protegge la faccetta da sovraccarichi.
Dopo questo periodo di adattamento, nella maggior parte dei casi si può tornare a un’alimentazione normale, seguendo le attenzioni che vedremo nei prossimi paragrafi. I tempi esatti dipendono dal tipo di faccette e dal caso, e vengono indicati dal dentista al termine della seduta.
Quali cibi duri e croccanti evitare per mangiare con le faccette senza rischi?
Gli alimenti duri sono il rischio principale per l’integrità delle faccette. Il problema non è tanto l’alimento in sé, quanto il modo in cui lo si morde: una forza improvvisa e concentrata su un punto piccolo, soprattutto con i denti anteriori.
Gli alimenti più a rischio quando si vuole mangiare con le faccette sono:
- ghiaccio: masticare i cubetti è una delle abitudini più dannose, sia per le faccette sia per i denti naturali;
- caramelle dure, croccanti, torrone e zucchero caramellato;
- frutta secca con il guscio, o anche sgusciata se schiacciata con gli incisivi;
- noccioli di olive, ciliegie e altri frutti, morsi per errore;
- ossa, cartilagini e lische, ad esempio rosicchiando costine o ali di pollo;
- croste di pane molto dure, grissini e taralli addentati con forza;
- popcorn, i cui chicchi non scoppiati sono sorprendentemente duri.
Questo non significa dover rinunciare per sempre a tutti questi cibi. Molti si possono mangiare con qualche accorgimento:
- la frutta secca si può consumare sgusciata, masticandola con i denti posteriori;
- le mele, le pere e le carote crude si possono tagliare a fette o a bastoncini invece di morderle intere;
- il pane croccante si può spezzare con le mani;
- la carne con l’osso si può staccare con il coltello.
Il ghiaccio, invece, va evitato del tutto. È duro e freddo, e la combinazione tra durezza e brusco cambio di temperatura lo rende uno dei peggiori nemici di faccette e smalto.
Un esempio pratico: una paziente con faccette sugli incisivi superiori ama le mandorle tostate. Non deve eliminarle, ma smettere di romperle con i denti davanti e masticarle invece con i molari. Questo piccolo cambiamento riduce molto il rischio di scheggiature.
In sintesi, per mangiare con le faccette in sicurezza la regola d’oro è semplice: i denti anteriori servono a tagliare cibi teneri, non a rompere o strappare quelli duri. Per tutto il resto ci sono le mani, il coltello e i denti posteriori.
Si possono mangiare cibi appiccicosi e gommosi con le faccette?
Gli alimenti appiccicosi e gommosi rappresentano un rischio diverso da quello dei cibi duri. Non si tratta di un colpo improvviso, ma di una forza di trazione che, quando si apre la bocca, tende a tirare la superficie dei denti.
Gli alimenti di questo gruppo da limitare per mangiare con le faccette sono:
- caramelle gommose e mou;
- gomme da masticare zuccherate, soprattutto se masticate per ore;
- torroni morbidi e barrette molto appiccicose;
- frutta secca disidratata e caramellata, come datteri o fichi canditi, se molto collosa;
- dolci con caramello o glassa densa.
Il legame tra faccetta e dente è progettato per resistere alle forze della masticazione normale. Le trazioni ripetute e insistenti, però, sollecitano la zona di adesione in un modo per cui non è pensata. Con il tempo, soprattutto se il margine della faccetta è già in parte esposto, possono contribuire a piccoli distacchi.
C’è poi un secondo problema. Gli alimenti appiccicosi restano a lungo attaccati ai denti e si infilano negli spazi tra un dente e l’altro e lungo il bordo della faccetta. Se sono anche zuccherati, come quasi sempre accade, offrono ai batteri un nutrimento prolungato, aumentando il rischio di carie sul dente naturale sotto il margine.
Questo non significa vietarsi completamente un dolce ogni tanto. Significa scegliere con buon senso e prendere alcune precauzioni:
- consumare gli alimenti appiccicosi durante i pasti, non come spuntino isolato;
- bere un sorso d’acqua subito dopo;
- lavare i denti con attenzione appena possibile, usando anche filo o scovolino tra i denti;
- preferire, se si desidera masticare una gomma, quelle senza zucchero e per tempi brevi.
Mangiare con le faccette, anche in questo caso, è una questione di equilibrio. Un dolce in compagnia non rovina il sorriso. È l’abitudine quotidiana a fare la differenza.
Caffè, vino e cibi che macchiano: come mangiare con le faccette mantenendo il colore?
Uno dei motivi per cui molte persone scelgono le faccette è proprio il colore. È naturale chiedersi se caffè, tè o vino rosso possano rovinarlo.
La risposta dipende dal materiale. Le faccette in ceramica hanno una superficie liscia e vetrificata, molto resistente alle macchie: il loro colore tende a restare stabile nel tempo. Le faccette in composito, invece, sono più porose e possono assorbire più facilmente i pigmenti, ingiallendo o scurendosi con gli anni.
Anche con la ceramica, però, ci sono due zone da tenere d’occhio:
- il bordo tra faccetta e dente, dove la linea del cemento adesivo può col tempo trattenere pigmenti e apparire più scura;
- i denti naturali vicini, che non hanno faccette e continuano a reagire a caffè, tè e fumo come prima.
C’è poi un aspetto da conoscere: le faccette non si sbiancano. Se i denti naturali vicini si scuriscono, il colore delle faccette resta quello di partenza e la differenza può diventare evidente. Per questo, quando si progettano le faccette, spesso si valuta prima uno sbiancamento dei denti naturali, così da scegliere il colore delle faccette sulla nuova tonalità.
Gli alimenti e le bevande più pigmentati sono:
- caffè e tè, soprattutto se consumati più volte al giorno;
- vino rosso;
- frutti di bosco, melograno, barbabietola;
- salsa di soia, curry, aceto balsamico e sughi molto scuri;
- bibite colorate.
Non serve eliminarli. Per mangiare con le faccette mantenendo il colore aiutano alcune abitudini:
- bere un sorso d’acqua dopo caffè, tè o vino;
- usare la cannuccia per le bevande fredde e colorate, quando possibile;
- evitare di sorseggiare la stessa bevanda pigmentata per ore;
- smettere di fumare, che macchia i margini e i denti naturali ed è dannoso per le gengive.
Sono gesti semplici che proteggono sia le faccette sia i denti naturali, e aiutano a mantenere un sorriso armonioso nel tempo.
Perché zuccheri e cibi acidi contano anche quando si mangia con le faccette?
Un errore frequente è pensare che, con le faccette, i denti siano «protetti» dalla carie. Non è così. La faccetta copre solo la superficie anteriore del dente: i lati, la parte posteriore e soprattutto il margine vicino alla gengiva restano esposti come prima.
Proprio il margine, cioè la linea in cui faccetta e dente si incontrano, è la zona più delicata. Se la placca si accumula lì e viene nutrita spesso con zuccheri, i batteri producono acidi che attaccano lo smalto naturale. Una carie che si sviluppa sotto il bordo di una faccetta può essere difficile da vedere a occhio nudo e, se trascurata, può compromettere sia il dente sia il restauro.
Gli zuccheri più insidiosi non sono solo quelli dei dolci, ma anche quelli consumati spesso e a piccole dosi:
- bibite zuccherate sorseggiate durante la giornata;
- caramelle e mentine tenute in bocca a lungo;
- snack dolci tra un pasto e l’altro;
- succhi di frutta, anche quelli «senza zuccheri aggiunti».
Gli alimenti e le bevande acide meritano un’attenzione simile:
- agrumi e succhi di agrumi;
- bibite gassate, anche nelle versioni senza zucchero;
- bevande energetiche e sportive;
- aceto e condimenti molto acidi.
Gli acidi indeboliscono lo smalto naturale dei denti senza faccette e quello esposto lungo i margini. Nelle faccette in composito possono anche rendere la superficie più ruvida nel tempo, facilitando l’accumulo di pigmenti.
Per mangiare con le faccette proteggendo i denti naturali conviene:
- concentrare zuccheri e alimenti acidi durante i pasti principali;
- bere acqua dopo averli consumati;
- aspettare circa mezz’ora prima di lavare i denti dopo cibi o bevande acide, per non spazzolare uno smalto momentaneamente più fragile;
- usare un dentifricio al fluoro, non abrasivo.
In sintesi, le faccette migliorano l’aspetto dei denti, ma non ne cambiano la biologia. La prevenzione della carie resta importante quanto prima.
Si può mordere con i denti davanti? Abitudini da cambiare per mangiare con le faccette
Oltre a ciò che si mangia, conta molto come lo si mangia. E contano anche alcune abitudini che con il cibo non c’entrano, ma che sollecitano i denti anteriori proprio come un morso sbagliato.
Per mangiare con le faccette in modo sicuro è utile:
- tagliare il cibo a pezzi piccoli, invece di staccarlo con gli incisivi;
- masticare con i denti posteriori, più robusti e adatti a frantumare;
- evitare di «strappare» con i denti davanti alimenti fibrosi o resistenti, come la carne secca;
- non usare i denti anteriori per spezzare cibi duri, come crosta di pane o cioccolato fondente freddo.
Ci sono poi abitudini quotidiane che conviene abbandonare:
- mangiarsi le unghie;
- mordicchiare penne, matite o occhiali;
- aprire confezioni, buste o tappi con i denti;
- tagliare il filo da cucito o il nastro adesivo con gli incisivi.
Sono gesti automatici, spesso inconsapevoli, ma ripetuti ogni giorno esercitano sulle faccette forze molto più dannose di qualunque pasto.
Un capitolo a parte merita il bruxismo, cioè l’abitudine di serrare o digrignare i denti, spesso durante il sonno. Chi ne soffre esercita sulle faccette pressioni molto superiori a quelle della masticazione, per ore e senza accorgersene. È una delle cause più frequenti di scheggiature e distacchi. Presso lo Studio Odontoiatrico Bandettini la Dott.ssa Virginia Zanna si occupa di gnatologia e può valutare la necessità di un bite su misura da indossare di notte, che protegge sia le faccette sia i denti naturali.
Infine, chi pratica sport di contatto, come calcio, basket, rugby o arti marziali, dovrebbe usare un paradenti per proteggere i denti anteriori da colpi accidentali.
Mangiare con le faccette, quindi, non significa solo scegliere cosa mettere nel piatto. Significa anche proteggere i denti da gesti che, nel tempo, possono fare più danni di un cibo duro.
Come proteggere le faccette ogni giorno oltre a mangiare con le faccette nel modo giusto?
L’alimentazione è solo una parte della cura delle faccette. L’altra parte, altrettanto importante, è l’igiene quotidiana insieme ai controlli in studio.
Sapere come pulire le faccette dentali è fondamentale per farle durare. Faccette e denti naturali, se non vengono curati ogni giorno, sono esposti alla placca e alla carie. Lo spazzolino deve avere setole morbide, perché quelle troppo dure possono graffiare o rovinare la superficie delle faccette. Anche il dentifricio va scelto con attenzione: alcuni prodotti sono troppo aggressivi, mentre un dentifricio al fluoro aiuta a contrastare la placca senza danneggiare il restauro. Ogni giorno servono anche filo interdentale e, se indicato, il collutorio. Vanno poi evitati gli sport di contatto senza protezione, che possono compromettere le faccette. Alle cure di casa si aggiungono le sedute periodiche di igiene orale professionale, comprensive di una lucidatura eseguita con prodotti adatti a non danneggiare la superficie. Infine, le visite di controllo dal dentista permettono di verificare lo stato delle faccette e della salute orale.
Presso lo Studio Odontoiatrico Bandettini le sedute di igiene orale sono eseguite dalle igieniste dello studio, con strumenti adatti anche ai pazienti con faccette. Durante i controlli il dentista verifica:
- l’integrità delle faccette e l’eventuale presenza di piccole scheggiature;
- lo stato dei margini, per individuare per tempo infiltrazioni o carie;
- la salute delle gengive intorno ai restauri;
- il morso, per escludere sovraccarichi.
Un’ultima indicazione riguarda i prodotti per l’igiene. È meglio evitare dentifrici sbiancanti molto abrasivi, polveri o rimedi casalinghi come il bicarbonato strofinato sui denti. Sulle faccette non hanno alcun effetto sbiancante e possono opacizzarne la superficie. Per chi ha faccette in composito, il dentista può consigliare di evitare collutori molto alcolici.
Perché evitare il fai da te se una faccetta si scheggia o si stacca?
Anche con tutte le attenzioni, può capitare che una faccetta si scheggi o, più raramente, si stacchi. In questi momenti la tentazione di rimediare da soli è forte, ma è proprio qui che si commettono gli errori più dannosi.
Ecco cosa non fare:
- incollare la faccetta con colle domestiche, come quelle istantanee: sono tossiche, non adatte alla bocca e rendono molto più difficile il riposizionamento corretto da parte del dentista;
- limare con una lima per unghie un bordo scheggiato che dà fastidio alla lingua;
- usare kit di riparazione acquistati online;
- continuare a masticare normalmente sul dente con la faccetta danneggiata;
- rimandare la visita perché il problema «non fa male».
Cosa fare, invece:
- conservare la faccetta staccata, o il frammento, in un contenitore pulito;
- evitare di masticare dal lato interessato e preferire cibi morbidi;
- se il dente sottostante è sensibile, evitare alimenti molto caldi, freddi o dolci;
- contattare lo studio il prima possibile.
Il dente sotto una faccetta staccata è stato preparato per accoglierla, e la sua superficie è più esposta del normale. Proteggerlo e farlo valutare rapidamente è importante. In alcuni casi la faccetta può essere ricementata. In altri, se è danneggiata, va rifatta. A volte una piccola scheggiatura può essere riparata con il composito.
La scelta tra queste soluzioni spetta al dentista, dopo aver valutato la faccetta, il dente e il morso. Una domanda frequente riguarda il costo di una riparazione o di una sostituzione. La risposta corretta è che dipende da molti fattori: il tipo di danno, il materiale, il numero di faccette coinvolte. Per questo può variare da paziente a paziente in base alla situazione singola e viene definito solo dopo la visita.
Capire perché la faccetta si è danneggiata è importante quanto ripararla. A volte la causa è un cibo duro, altre volte un bruxismo non riconosciuto o un contatto scorretto tra i denti. Intervenire sulla causa aiuta a evitare che il problema si ripeta.
Mangiare con le faccette: poche attenzioni per un sorriso che dura
Mangiare con le faccette non significa rinunciare al piacere della tavola, ma adottare qualche abitudine in più. Nei primi giorni conviene preferire cibi morbidi e osservare il morso. In seguito è importante evitare ghiaccio, noccioli, caramelle dure e gommose, non mordere con gli incisivi cibi duri o fibrosi e limitare gli alimenti appiccicosi e zuccherati. Caffè, tè e vino rosso si possono consumare, con qualche accortezza per proteggere i margini e i denti naturali, ricordando che le faccette non si sbiancano. Abbiamo visto anche quanto contano le abitudini, come mangiarsi le unghie o il bruxismo, e quanto siano importanti igiene quotidiana e controlli. Se una faccetta si scheggia o si stacca, le soluzioni fai da te vanno sempre evitate.
Se avete appena messo le faccette o state valutando questo trattamento e volete sapere come proteggerle nel tempo, il team dello Studio Odontoiatrico Bandettini, in Corso Italia a Pisa, è a disposizione per approfondire insieme a voi ogni aspetto della cura del vostro sorriso.





